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La sconfitta della scienza

  John P. A. Ioannidis, uno dei massimi esperti di epidemiologia al mondo. Pubblicato su:  Goccia a goccia. A scavar pietre e nutrire arcobaleni La sconfitta della scienza John PA Ioannidis è uno dei massimi esperti di epidemiologia su questo pianeta. Professore di Medicina e Professore di Epidemiologia e Salute della Popolazione, nonché Professore di Scienze Biomediche e Statistica presso la Stanford University. Le sue pubblicazioni complete relative al COVID-19 possono essere trovate qui . E, fra i suoi tanti meriti, c’è quello di non apparire spesso in TV! Mi è parso il caso di tradurre questo recente articolo di Ioannidis, dove fa un riassunto di come la scienza è uscita con le ossa rotte dall’epidemia del Covid. Distrutta da una combinazione di incompetenza, ignoranza, supponenza, politicizzazione, interessi privati, e, soprattutto, corruzione a tutti i livelli. E questo proprio mentre tutti la osannavano e sostenevano che tutto quello che gli faceva comodo era “Scienza”,...

Cosa sono gli oneri di sistema in bolletta?

Tra le tante voci “incomprensibili” della bolletta una delle più chiacchierate è quella relativa agli oneri di sistema: un insieme di costi che, per la luce, rappresentano da soli il 20% della spesa annua. Ma di cosa si tratta nello specifico? Cerchiamo di capirne qualcosa in più in questo articolo.   Gli oneri di sistema sono da sempre una di quelle voci della bolletta elettrica che fanno più discutere. Non sono eliminabili. Sono pagati, comunque, da tutti i clienti residenti e non, a prescindere dal fornitore e dal contratto sottoscritto. Questi costi extra rappresentano circa il 20% del totale da pagare per l’energia. Purtroppo sono aumentati dal 2010 al 2019 da 5 a 10 miliardi di euro. Poiché si “aggregano” ai tanti costi diversi, sono diventati – per i consumatori – una sorta di contenitore di chissà quale “tassa del momento”. Infatti, si è diffusa la convinzione che negli oneri di sistema siano inclusi gli importi non pagati dai clienti morosi. Questa convinzione è totalmente...

La BCE presta 1310 mld di euro alle banche ad interesse -1%

Alla faccia del popolino, la BCE ha appena concluso la più grande asta di prestiti alle banche mai avvenuta prima, 1310 mld di soldi freschi di stampa, che finiranno nei bilanci delle banche ad un tasso di interesse negativo, fino a -1%. https://www.corriere.it/economia/finanza/20_giugno_18/bce-prestiti-record-banche-1310-miliardi-aiutare-imprese-post-covid-19-d9952308-b159-11ea-842e-6a88f68d3e0a.shtml  Praticamente le banche vengono pagate dalla BCE per prendere i soldi in prestito e come nel passato li utilizzeranno per comprare titoli di stato con rendimenti superiori all’1%. Questa semplice attività permetterà loro di guadagnare più del 2% all’anno senza fare niente. Contemporaneamente, su altri tavoli dell’Unione Europea, si grida allo scandalo se gli Stati in difficoltà, di cui l’Italia è capofila, si permettono di chiedere un aiuto finanziario, cioè un prestito a tasso agevolato e senza condizionalità, che permetta di elaborare un piano di investimenti a medio e lungo ter...

Banca pubblica di sviluppo

Bisogna che il governo crei una grande banca pubblica di sviluppo che – detto in termini semplici – prenda i soldi dalla BCE a zero tasso di interesse e compri molte decine di miliardi di BTP all’1- 2% circa di rendimento: in questo modo la banca pubblica italiana nazionalizzerebbe il debito pubblico guadagnandoci sopra, e facendo guadagnare i suoi correntisti. In questo modo non dovremmo più trasferire decine di miliardi di ricchezza nazionale ai mercati finanziari internazionali, abbasseremmo i rendimenti dei titoli di stato nazionali, e non vivremmo più sotto il ricatto perenne di un aumento speculativo dello spread e del fallimento dell’Italia. Occorre infatti nazionalizzare il debito pubblico e toglierlo per quanto possibile dal mercato internazionale, che è il più volubile e speculativo, e che può facilmente mandare in rovina l’economia italiana. E bisogna anche che una banca pubblica affianchi la Cassa Depositi e Prestiti (che è una società finanziaria e non una banca) e f...

Avanzo primario ventennale.

Sai che significa questo grafico? Significa che il governo francese ha immesso nel sistema economico 22 miliardi di euro ogni anno per 20 anni (dal 1995 al 2015). Significa quindi che il governo francese in 20 anni ha immesso nel sistema economico 440 miliardi di euro. Contemporaneamente il governo italiano ha tolto dal sistema economico 35 miliardi di euro ogni anno per 20 anni (dal 1995 al 2015). Significa quindi che il governo italiano in 20 anni ha tolto dal sistema economico 700 miliardi di euro . C’è una differenza tra i due paesi di 1.140 miliardi di euro in termini di saldo tra spesa pubblica (al netto della spesa per interessi) e tasse a favore della Francia in soli 20 anni. Parliamo di una differenza in termini di saldo primario pari a 57 miliardi all’anno ! Considera soltanto che ogni anno ci troviamo a litigare con la Commissione Europea per circa 5 miliardi in più o in meno di saldo pubblico mentre il saldo primario della Francia è 57 miliardi in più ris...

UN PAESE IN SVENDITA (DI IDE E DI IRI)

Dal 2008 al 2012, 437 aziende italiane sono passate nelle mani di acquirenti esteri. Di queste, almeno 130 erano marchi i mportanti. Nel 2016 le acquisizioni straniere di marchi italiani ammontavano a 74 miliardi di euro contro i 3,6 miliardi di acquisizioni all’estero operate dall’Italia. Cioè 20 volte di più. La Francia da sola ha speso in Italia il triplo di quanto abbia speso, in tutto, l'Italia fuori: oltre 9 miliardi per comprare fette del Made in Italy. Sono le meraviglie degli IDE, gli Investimenti Diretti Esteri. Che poi sarebbero i saldi d'occasione per gli acquirenti stranieri. Il tutto mentre lo Stato, che avrebbe dovuto tutelare le imprese italiane (che in Italia danno lavoro e pagano le tasse), per colpa della peggior classe politica mai vista, regalava i gioielli di famiglia a concorrenti stranieri senza scrupoli. Per capire meglio di cosa stiamo parlando, ecco un elenco*, non esaustivo, dei marchi italiani passati in mano straniera...

Il pianeta annega in un debito di 246 mila miliardi, il 320% del Pil globale

“Se pensi che a nessuno interessi se sei vivo, prova a saltare il pagamento di un paio di rate dell’auto”. Nella sua infinita saggezza, spesso ulteriormente dilatata dall’alcool, John Belushi esemplificava così una delle questioni più antiche e annose non solo dell’economia ma della vita: il contrarre un debito. E se quel semplice essere in ritardo con un paio di scadenze sulla macchina è in sé spiacevole cartina di tornasole dell’essere in vita di qualcuno, preso nella sua interezza debitoria possiamo allora dire che il mondo non solo è vegeto ma scoppia letteralmente di salute. E’ infatti appena uscito l’aggiornamento del Global Debt Monitor dell’Iif e il responso è, per l’ennesima volta dal 2008 in poi, la rottura di un nuovo record in negativo:  il pianeta sta letteralmente annegando nei debiti. Di ogni genere: sovrani, corporate, privati, finanziari e non finanziari. Non si salva nessuno. Nel primo trimestre di quest’anno, infatti, il debito privato totale è pari al 59,...

Chi inquina paga?

Il quadro nazionale delle tasse ambientali in Italia è coerente col principio Chi inquina paga? Ci sono margini per una riforma della fiscalità ambientale, all’insegna di una maggior equità e trasparenza? In questo studio i costi esterni ambientali generati da ciascun settore dell’economia nazionale sono confrontati con l’ammontare complessivo delle imposte ambientali pagate dallo stesso settore così come definite e monitorate dall’Istat (accise sui prodotti energetici, imposte sui veicoli, tasse sul rumore e altre imposte su inquinamento e risorse naturali), allo scopo di formulare alcune ipotesi di riforma della fiscalità ambientale, all’insegna di una maggior equità e trasparenza. I costi esterni sono quei danni, generati da un’attività economica o sociale, che ricadono su terzi (sotto forma di effetti sanitari, danni a beni ed attività economiche) o sui ricettori ambientali (effetti a carico del capitale naturale e dei servizi eco-sistemici). Questo contributo stima i costi...

Copertura banda larga in Italia

I NOSTRI SERVIZI In più occasioni la mappa è stata modificata e implementata sulla base delle segnalazioni degli utenti rispetto a quanto comunicato dagli operatori. Il crowdsourcing ha perfezionato così la rappresentazione dell’esistente. Vediamo così gli ultimi dati (giugno 2018) sulla copertura banda larga 28 Lug 2018 Mario Morcellini commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e Consigliere alla Comunicazione, Università La Sapienza Le ultime rilevazioni Agcom (giugno 2018, con modalità dettagliate, basate su 360mila sezioni censuarie) dicono che il 5,6 per cento della popolazione circa non ha copertura Adsl (dato che potrebbe dimezzarsi se includiamo la copertura fixed wireless access, di cui però non ci sono mappe ufficiali), a cui si può sommare un 2,37 per cento di persone che è sì coperto ma non arriva a 2 Megabit . La copertura da 30 Megabit in su (Vdsl2-fibra fino agli armadi o fibra nelle cas...