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Visualizzazione dei post con l'etichetta Ambiente

Ecco i 44 siti più inquinati d’Italia.

  Ministero della Salute: ecco i 44 siti più inquinati d’Italia. Rischio tumori per 6 milioni di Italiani.. Dalla Val D’Aosta alla Sicilia. Quarantaquattro aree del Paese inquinate oltre ogni limite di legge. Sei milioni di persone esposti a rischio malattie, tutte mortali: tumori, malattie respiratorie, malattie circolatorie, malattie neurologiche, malattie renali. Popoff è in grado di darvi la lista completa dei siti a rischio e la lista di malattie che gli abitanti devono temere. Tutto ufficiale, anche se scritto in burocratese. La fonte: il ministero della Salute. Emarese (Aosta) Comune di Emarese. «Il decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: miniera, amianto e discariche. Mortalità per tutte le cause e malattie del sistema circolatorio. L’esiguità numerica della popolazione residente non ha consentito una completa valutazione della mortalità nel periodo studiato». Pieve Vergonte (Verbania, Cusio, Ossola) Comu...

La finanziarizzazione della natura

Dal blog https://comune-info.net Paolo Cacciari 22 Settembre 2024 L’obbligo di sottoscrivere una polizza contro rischi naturali è da tempo una richiesta delle classi dirigenti globali. La natura, già ridotta a capitale nella contabilità di imprese e stati, diventa sempre di più merce di scambio intermediata dalla finanza. Intanto cresce il mercato “al dettaglio” per assicurarsi i clienti finali e quello “all’ingrosso”, tra le grandi compagnie di assicurazione, gran parte delle quali si divertono da tempo a giocare in borsa tra loro. Abbiamo bisogno di rilanciare una nuova stagione di finanza critica che reinventi i principi e le pratiche del mutualismo, per costruire relazioni solidali e pratiche cooperative fuori mercato in grado di affrontare le fragilità delle nostre vite. La cura e la manutenzione del territorio, scrive Paolo Cacciari, fanno parte di queste attività non lucrative Con la assicurazione obbligatoria dei rischi ambientali il cerc...

L’agricoltura è diventata «una macchina che trasforma petrolio»

06/10/2017 Il cambiamento climatico mette a rischio la biodiversità. L’allarme viene dal rapporto Integrare l’Agrobiodiversità nei sistemi alimentari sostenibili realizzato da Bioversity International . Già il numero degli animali si è dimezzato in poco più di un secolo (gli esperti parlano addirittura di un’imminente estinzione di massa, la sesta), ora pure la varietà genetica delle piante commestibili rischia di omologarsi, impoverendosi di sostanze nutritive fondamentali per la dieta umana. Secondo i dati del rapporto, infatti, il 75% del cibo mondiale è affidato a 12 colture e a cinque specie animali. Delle 5.538 specie vegetali commestibili per l’uomo, solo tre – riso, grano e mais – forniscono più del 50% dell’apporto calorico generale. Paradossalmente, in un momento in cui l’accesso a prodotti diversi non è mai stato così vasto, la dieta globale nel suo complesso sta diventando sempre più omogenea: cala il consumo di legumi, frutta...

Energia e moneta a confronto.

Convegno “Efficienza energetica e sostenibilità: dal dire al fare”.  Il ciclo dell’energia muove il mondo; tutto produce o assorbe energia, ma i ritmi della produzione e dei consumi energetici sono sempre più diffusamente dipendenti dalle logiche dell’economia monetaria, prima fra tutte quella della crescita. La centralità del ciclo monetario nell’economia moderna ha avuto fra i suoi effetti principali la deterritorializzazione del sistema-mondo e l’idealizzazione della sua dinamica, mossa dal circuito investimenti-consumi, a loro volta mossi dalla moneta. La modernizzazione tecnologica ha dato dal canto suo un’altra vigorosa spinta in questa direzione – non importa quanto reale e quanto percepita - con le tappe della trasformazione che definiscono il “progresso” e che hanno nella trasformazione tecnica dell’energia le loro manifestazioni più eclatanti (épatant, direi, pensando alla Tour Eiffel illuminata a salutare e simboleggiare l’avvento del XX secolo), soprattutto l’elettricit...

“primum movens”

Tutte le teorie economiche classiche fanno discendere lo sviluppo economico da fattori produttivi come il lavoro o il capitale. Marx individuò nei rapporti di produzione tra capitalisti e lavoratori la “sovrastruttura” da cui dipendono la struttura e i comportamenti delle società umane. Ma anche lui si sbagliava, perché il “primum movens” dell’economia è invece la disponibilità di energia, fattore indispensabile a far funzionare il sistema produttivo . Se improvvisamente si esaurissero o non fossero utilizzabili tutte le fonti energetiche attualmente sfruttate è facile immaginare come l’umanità tornerebbe rapidamente a condizioni di vita pre – industriali o primitive. L’economia classica ha risolto il problema togliendo dal novero delle possibilità tale evento, cioè negando il concetto di limite delle risorse e sostituendolo con il principio della continua e incessante creazione di risorse aggiuntive determinato dal quasi metafisico principio dell’equilibrio tra domanda, offerta e pre...

Declino energetico e cambiamento di modello culturale

Da “ TheOil Crash ”. Traduzione di MR di Antonio Turiel Cari lettori, una delle questioni che sono state trattate in modo frammentario in questi cinque anni di post è la necessità di un cambiamento culturale profondo per fare in modo che la nostra società possa far fronte alla decrescita energetica. La maggior parte delle discussioni che ho sviluppato nel blog hanno avuto a che fare con diversi aspetti del cambio di modello economico e finanziario. Qualche giorno fa abbiamo discusso su queste stesse pagine alcuni aspetti chiave dei cambiamenti necessari nel nostro modello di assegnazione delle risorse, che alla fine è una discussione sulla struttura di fondo che deve avere un modello economico che possa funzionare quando l'energia sia meno abbondante. Gli aspetti che ho analizzato in quel post, e ancora di più le ricette che ho proposto per ottenere strutture che possano resistere ad un processo tanto acuto come la decrescita energetica, non erano meramente economiche: alla fine d...