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Visualizzazione dei post con l'etichetta Costituzione

L'ITALIA DEL RIARMO VOLTA LE SPALLE A 4.000 COMUNI

 LE “AREE INTERNE” CONDANNATE A UNA MORTE LENTA NONOSTANTE SIANO ABITATE DA 13 MILIONI DI CITTADINI Forse la miseria sta nel paradosso: avere ben tre portaerei (Garibaldi, Cavour, Trieste) e centomila chilometri di strade scassate, mal rattoppate, piene di buche.    Da una parte le follie, le barzellette. Esempio: 700 miliardi in un solo anno per il delirante riarmo europeo. Oppure il faraonico, grottesco Ponte sullo Stretto. O ancora, la demenziale linea Tav Torino-Lione, disperatamente inutile, figlia anch'essa di una politica obsoleta e cialtrona. E dall'altra ecco la desolazione, lo sfacelo: la scuola in frantumi, il trasporto locale da terzo mondo, la sanità pubblica in stato di coma. L'Italia precarizzata torna a essere quella di Metternich, un'espressione geografica. I suoi ministri non contano niente. La first lady a capo del governo? A volte sembra una valletta agli ordini di chiunque, pronta a genuflettersi. E così, senza dire niente a nessuno, proprio quest...

Comuni e Province , quale ruolo avranno nel prossimo futuro?

  Nel nostro paese ci sono oltre 8000 comuni, ognuno tenuto a stendere il proprio piano regolatore. Ma il dato assume un rilievo diverso se facciamo mente locale al fatto che il 70% di questi comuni ha meno di 5000 abitanti e la metà di questi meno di 1500. Si potrebbe obiettare che i piccoli comuni ospitano meno del 20% degli italiani ma, d’altra parte, la dimensione territoriale che coprono è più del 50% dell’intero territorio nazionale e un piano non si occupa solo di ciò che è costruito e che si deve costruire ma, in un paese tradizionalmente fragile e i cui valori paesistici e ambientali dovrebbero essere tenuti nella massima cura, dovrebbe occuparsi anche del “vuoto”, continuando a progettarlo e a immaginarvi nuove economie per renderlo sicuro, accessibile e abitabile. È inoltre da considerare che la pianificazione in questi piccoli comuni va incontro a necessarie difficoltà dovute a un frequente conflitto di interessi tra amministratori e scelte sul territorio, alla scarsa c...

Perché cresce la corruzione?

Dal blog https://volerelaluna.it/ 04-06-2024 – di: Salvatore Palidda La cosiddetta “questione morale” esiste da sempre e in tutti i poteri del mondo. La sua riproduzione è stata continua. Ma, certo, la controrivoluzione liberista (meno Stato + mercato) ha ribaltato il rapporto privato-Stato e fatto primeggiare il privato sino a fagocitare ogni meandro della pubblica amministrazione. Non è casuale che non esistano statistiche riguardanti gli illegalismi e i reati di cui membri della pubblica amministrazione sono imputati, né quelli dei condannati. Tuttavia è verosimile che negli ultimi 40 anni di trionfo liberista questi reati e il personale dell’amministrazione pubblica coinvolto siano aumentati. Si tratta di amministrazioni locali e nazionali, di forze di polizie, di forze armate, di funzionari ministeriali, della sanità e anche della magistratura e della pubblica istruzione. Ufficialmente tutti gli Stati si dicono impegnati nella lotta alla corr...

L’odierna figura dello Stato

irragionevole, lontana, ogni contatto con la quale fa solo ripetere: je ne sais de tout temps quelle injuste puissance, laisse le crime in paix et pursuit l’innocence>>. Dunque, il sistema amministrativo italiano LASCIA IL CRIMINE IN PACE E PERSEGUITA L’INNOCENZA. Che cosa ha saputo produrre L'organizzazione sociale da cambiare   1. LO STATO E LA LEGGE Nel 1772 Diderot così definisce lo Stato: "Lo Stato può definirsi una società civile in cui un certo numero di uomini sono uniti insieme sotto l'autorità di un sovrano, al fine di godere, favoriti dalla sua protezione e dalla sua sollecitudine, di quella sicurezza e felicità che mancano allo stato di natura" La formula di Diderot vi può sembrare superata dai tempi, ma forse lo è in realtà molto meno di quanto sembri in un primo momento; gli uomini ora non sono riuniti sotto l'autorità di un sovrano, ma sotto quella di pochi politici; le indulgenze oggi sono dispensate non dal sovrano ma dal politico. Perchè ...

Trattato di Parigi del 1947

  l Trattato di Pace firmato a Parigi nel 1947  è di fatto una Resa senza condizioni. Ha al suo interno non solo un Art. 16 che ci ha impedito di fare Giustizia ma, soprattutto, contiene delle clausole segrete che determinano la nostra finale mancanza di Sovranità e la subordinazione agli interessi Anglo-Americani.  Il Trattato di “Pace” firmato a Parigi alle 11,45 del 10 febbraio 1947 è di fatto una Resa senza condizioni. Ha al suo interno non solo un Art. 16 che ci ha impedito di fare Giustizia ma, soprattutto, contiene delle clausole segrete che determinano la nostra finale mancanza di Sovranità e la subordinazione agli interessi Anglo-Americani.  Ancora oggi, non ci è dato sapere di più su tali clausole in quanto ancora segrete, i nfami e vergognose clausole nascoste da essere a tutt’oggi completamente inconfessabili,  perché se venissero rese note genererebbero il disprezzo e l’odio di tutte le persone oneste del mondo, facendo rivoltare le viscere di tutte...