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IL VIRUS GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO

Post per pochi intimi.5 minuti per avere una visione corretta di quello che è realmente accaduto. Buona lettura.Può un virus arrivare proprio nel momento esatto per essere considerato come una vera e propria benedizione? Sarebbe quasi un’eresia rispondere di si. Invece, per gli operatori finanziari, è proprio ciò che è accaduto.A giugno 2019 il mercato dei REPO stava iniziando a collassare mostrando segnali di pericolo sistemico. La maggior parte della gente non sa neanche che cosa siano i REPO.In pratica sono operazioni di pronti contro termine con cui le banche e i maggiori operatori economici si scambiano asset (principalmente titoli di stato) con operazioni di durata brevissima allo scopo di ottenere liquidità istantanea per le ragioni legate soprattutto al rischio controparte che scaturisce da operazioni altamente speculative nel mercato dei derivati. Il campanello d’allarme inizia a suonare a giugno. A settembre 2019 la situazione diventa preoccupante. Quanto preoccupante? Tip…
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La resa senza condizioni della filosofia alla globalizzazione capitalistica

La filosofia italiana degli ultimi decenni del Novecento e dei primi anni Duemila è stata ampia, frastagliata e dunque assai difficile da ricondurre all’interno d’uno schema esauriente e onnicomprensivo. Pur considerando che ogni regola ha le sue eccezioni, si può tuttavia rilevare assai sinteticamente che la filosofia italiana del periodo in questione, abbia vissuto la fine del comunismo e l’avvento della globalizzazione, in maniera perfettamente funzionale alle nuove esigenze che si andavano facendo strada nel corpo di un sistema capitalistico elevato ormai a pensiero unico. Date queste premesse, la filosofia italiana ha concentrato tutti i suoi sforzi nel tentativo (perfettamente riuscito) di allinearsi al sistema. Del resto, ora non era più il partito che pagava i contratti editoriali e che garantiva il successo di una posizione filosofica ma era ormai soltanto il grande capitale che poteva decidere le filosofie “sommerse” e quelle “salvate”: vi era, dunque, da parte di tanti filo…

Menzogne di Stato. Dove vanno a finire i nostri soldi?

Siamo abituati ad ascoltare parole come “la corruzione ci costa 60 miliardi”, “l’evasione fiscale ci costa 120 miliardi”. Numeri aleatori impossibili da verificare ma che gettano fumo negli occhi alla massa credulona. In realtà i 620 miliardi di avanzo di bilancio 1992-2012 sono veritieri ed è il risultato di una precisa scelta politica: sono soldi sottratti veramente ai cittadini e scomparsi dalla circolazione.
La domanda che viene spontanea è: dove cazzo vanno a finire i nostri soldi? Una cosa è certa. In questa Italia di …… le tasse aumentano, cosi come le sanguisughe. I disservizi e le ingiustizie furoreggiano. Ma allora dove cazzo vanno a finire i nostri soldi se è vero, come è vero, che sono ancora di più gli italiani che oltre essere vilipesi, muoiono di fame? Aumenta in un anno l’incidenza della povertà assoluta in Italia. Come certifica l’Istat, le persone in povertà assoluta passano dal 5,7% della popolazione del 2011 all’8% del 2012, un record dal 2005. È quanto…

“Allo Stato conviene tenere gli italiani schiavi della burocrazia”

Un Paese schiavo di una burocrazia asfissiante, che mortifica la vena imprenditoriale dei propri cittadini invece di incoraggiarla.
Un ostacolo puntualmente sottolineato da ogni report, ogni analisi, eppure mai corretto da una classe politica che continua a promettere senza mantenere. Compreso il Movimento Cinque Stelle, arrivato in Parlamento schiumante rabbia contro la casta e presto ridotto a un ruolo di mansueta obbedienza.
Resta, allora, il quesito: perché lo Stato continua a non intervenire con delle riforme che snelliscano iter ormai ingarbugliati come labirinti?
Una domanda alla quale ha risposto, attraverso le pagine del Corriere della Sera, Sabino Cassese, giurista, accademico e giudice emerito della Corte Costituzionale. Chiarendo che gli interventi necessari sono noti a tutti, ma nessuno si prende la briga di trasformarli in legge. E così resiste uno status quo che vede un italiano costretto, per esempio, a 73 adempimenti con 26 enti diversi soltanto per aprire una gelater…

"L'uomo è antiquato", 1956

Leggete queste straordinarie parole di Günther Anders, datate 1956, e ditemi cosa vi fanno pensare... "Per soffocare in anticipo ogni rivolta, non bisogna essere violenti. I metodi del genere di Hitler sono superati. Basta creare un condizionamento collettivo così potente che l'idea stessa di rivolta non verrà nemmeno più alla mente degli uomini.   L' ideale sarebbe quello di formattare gli individui fin dalla nascita limitando le loro abilità biologiche innate. In secondo luogo, si continuerebbe il condizionamento riducendo drasticamente l'istruzione, per riportarla ad una forma di inserimento professionale. Un individuo ignorante ha solo un orizzonte di pensiero limitato e più il suo pensiero è limitato a preoccupazioni mediocri, meno può rivoltarsi. Bisogna fare in modo che l'accesso al sapere diventi sempre più difficile e elitario. Il divario tra il popolo e la scienza, che l'informazione destinata al grande pubblico sia anestetizzata da qualsiasi cont…

Che cosa significa per l’Italia una caduta del Pil superiore al 12%

Per l’Italia le previsioni economiche difficilmente potrebbero essere più drammatiche: secondo il Fondo monetario internazionale, nel 2020 il prodotto interno lordo cederà il 12,8%. Con la Spagna, sarà proprio l’Italia il Paese che subirà il colpo più duro. Per chiarire che cosa significhi, in termini concreti, una caduta del Pil di queste proporzioni abbiamo raggiunto Sergio Cesaratto, professore ordinario di economia presso l’università di Siena.  Professor Cesaratto, “Pil” è un acronimo familiare a tutti, ma spesso non si è realmente consapevoli del suo significato. Qual è la definizione più concreta possibile che di esso può si può dare e perché è ritenuto così importante? 
Il Pil è quanto produciamo in un anno in beni materiali e servizi. Parte di questa produzione consiste di beni di consumo e parte di beni di investimento (macchinari, impianti ecc…). Parte dei beni di investimento amplia la capacità produttiva (cioè aumenta la capacità di produrre Pil). Ma gran parte…

I Mapuche contro Benetton.

Un conflitto tra narrazioni discordanti
Nell’agosto 2002, Atilio Curiñanco e Rosa Nahuelquir, indigeni mapuche (una popolazione amerinda stanziata tra Cile e Argentina), decidono di occupare e coltivare un appezzamento di circa 500 ettari, rivendicando i diritti ancestrali che il proprio popolo vantava da tempo immemorabile su quelle terre –appoggiandosi però anche su alcuni permessi rilasciati informalmente dalle istituzioni argentine .

Tuttavia, nel 1991 il gruppo Benetton aveva acquistato per cinquanta milioni di
dollari il controllo della Compañía de Tierras del Sur Argentino (CTSA) attraverso la holding Edizione Real Estate, diventando così la più grande proprietaria terriera del paese con novecentomila ettari di terreno, subito reimpiegati per l’allevamento di bovini da macellazione e di pecore e montoni destinati alla produzione di lana.
Ora, questi novecentomila ettari comprendevano la maggior parte del territorio atavico dei Mapuche, donato nel 1896 dal presidente argentino U…