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Transizione scientifica all'autoconsumo

Bisogna trovare il modo di convincere l'opinione pubblica
del mondo occidentale che l'alternativa al capitalismo non può consi-
stere in un ritorno semplicistico ai rapporti naturali dell'autoconsu-
mo.  Occorre un processo di transizione.
Dobbiamo cioè tornare alla semplicità del passato ma con la
coscienza del presente. Ciò significa che non possiamo rinunciare a
tutte le scoperte tecno-scientifiche. Se valesse il principio secondo
cui bisogna anzitutto soddisfare i bisogni fondamentali di ogni indi-
viduo, noi dovremmo rinunciare a quegli aspetti del progresso che
appaiono superflui, inessenziali.


Oggi abbiamo la consapevolezza democratica che gli sforzi
per migliorare le conquiste tecnologiche non servono a nulla se non
sono finalizzate al bene comune. Ora, siccome questo bene comune
non viene mai soddisfatto dal suddetto progresso, poiché permango-
no ingiustizie dovute ai rapporti antagonistici sul piano socioecono-
mico, forse è giunto il momento di dire: rinunciamo a una parte del
Post recenti

LA PROPRIETÀ È IMPORTANTE.

Permettiamo che solo il proprietario dei suoi beni può prestarli i cioè diventare creditore degli oggetti che si presta.
Può esserci una promessa di un prestito di un oggetto che si deve ancora realizzare, ma comunque chi presta ha sempre la proprietà dell'oggetto che si promette di prestare. La proprietà è importante.Può mai un oggetto nascere come un  DEBITO, senza che ci sia un proprietario? No, semmai l'oggetto può diventare un debito solo dopo la sua nascita, e comunque ci sarà sempre un proprietario che presta. Per esempio può mai un cavallo nascere col segno  meno, mi spiego meglio: può mai un cavallo nascere come - un cavallo? No, semmai un cavallo può essere prestato dall'allevatore, che ne ha la proprietà, ad un'altra persona, ma il cavallo già esiste.
Lo stesso discorso vale per un quadro d'autore, per un'automobile, per un orologio, per una pentola e per qualsiasi altro oggetto che, prima di essere prestato dal proprietario,  (cioè diventare oggetto di…

LO STATO TERAPEUTICO

Ovvero la Medicina come istituto di controllo sociale.

All’inizio degli anni ’70 il filosofo Irving Kenneth Zola descriveva l’idea di uno Stato che si avvale degli strumenti e dell’autorevolezza della medicina per imporre la propria agenda politica, di uno Stato nel quale la medicina, in quanto <<istituto di controllo sociale>>, “sta diventando il nuovo depositario della verità, il luogo in cui i giudizi assoluti e spesso finali sono espressi da esperti presentati come moralmente neutri e obiettivi. E questi giudizi sono espressi non in nome della virtù o della legittimità, ma della salute” (I.K. Zola, Medicine a san Institute of Social Control, in <<The Sociological Review>>, 1 novembre 1972).

Il concetto fu sviluppato, tra gli altri, dallo psichiatra Thomas Szasz, autore nel 1984 di “The Therapeutic State” sui moventi politici delle tassonomie e delle terapie applicate alla salute mentale. Nel 2001, in “Pharmacracy: Medicine and Politics in America”, Szasz alla…

Le cinque scimmie

Questo è un esperimento condotto nel 1966 dallo scienziato americano Gordon Stephenson del Dipartimento di Zoologia dell’Università del Wisconsin.  In questo esperimento sullo studio del comportamento animale, cinque scimmie Rhesus (un macaco di origine asiatica) furono messe all’interno di una gabbia con una scala in cima alla quale c’era un casco di banane. Alla vista di queste, una delle scimmie si arrampicò sulla scala per raggiungerle, ma, appena lo fece, lo sperimentatore le spruzzò addosso dell’acqua gelida. La stessa sorte toccò poi, a ruota, alle altre quattro scimmie. Il deterrente dell’acqua fredda riuscì a inibire il comportamento innato dei macachi solo per un certo periodo, e si riaccese presto nelle creature il desiderio di cibarsi delle banane poste in cima alla scala. Un’altra delle scimmie, infatti, tentò di salire sulla scala, ma venne prontamente ricacciata indietro dallo sperimentatore con un potente getto d’acqua fredda. E così si ripettette, fino a che non vi fu …

L’autunno che cambierà la storia del mondo

Lo scorso sabato sera c’era davvero una insolita fila di auto blu sotto casa di Mario Draghi.I media non hanno reso noti i nomi dei personaggi che hanno preso parte all’inconsueta riunione, ma non è difficile immaginare che si sia trattato di figure di primissimo livello.Quello che è accaduto nell’appartamento romano dell’ex governatore di Bankitalia assomiglia molto ad una anticamera di consultazioni da prossimo presidente del Consiglio in pectore.Mario Draghi si muove e parla già come se fosse a palazzo Chigi.Prima di questo incontro, l’uomo di Goldman Sachs aveva tenuto un discorso nel parterre annuale di Comunione e Liberazione, nel quale scagliava accuse contro chi “ha messo a rischio il futuro dei giovani”. Se Draghi voleva davvero individuare il responsabile della vita di incertezze e di precarietà permanente nel quale la feroce applicazione delle dottrine ordo e neo liberali imposte da Bruxelles e dalla grande finanza internazionale hanno ridotto le giovani genera…

Dare soldi ai cittadini senza indebitare nessuno? Si può fare.

Clamorosa ammissione su Il Sole 24 Ore: si può stampare denaro e darlo ai cittadini senza indebitare nessuno.
Nel saggio intitolato L'illusione della libertà, ho sostenuto che se ci fosse la volontà si potrebbe creare denaro dal nulla e darlo ai cittadini, in modo che tutti dispongano di un reddito che consenta di vivere dignitosamente, senza indebitare nessuno né pretendere nulla in cambio.
Scommetto che in molti avranno pensato che si trattasse della solita “utopia” economicamente impossibile da attuare... invece non è così: si può fare, tant'è che la fattibilità di una simile iniziativa è stata candidamente confessata su Il Sole 24 Ore (niente di meno che la massima testata mainstream italiana in ambito economico), da cui riporto un breve estratto:
«Dal punto di vista tecnico, uno strumento per aumentare la domanda aggregata esiste anche nella situazione attuale: è la cosiddetta “moneta distribuita con l’elicottero”, per usare le parole di Milton Friedman. Cioè l…

Nuovo lockdown, 700 psicologi scrivono al premier Conte

Aumento dei sintomi depressivi, propensione al danneggiamento di altri e di se stessi, timori, disagio e ansia legata alla propria sopravvivenza. Sono solo alcuni dei sintomi registrati nella popolazione italiana a seguito del lockdown, spia di un malessere profondo: accanto all’emergenza sanitaria ed economica, corre parallela un’emergenza sociale, le cui proporzioni potrebbero essere drammatiche.
È questo l’allarme lanciato da 700 psicologi e psichiatri, che hanno firmato una lettera aperta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, Al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, al Ministro della Salute Roberto Speranza e alle Presidenze di Camera e Senato.

La lunga lettera affronta «i danni psicologici conseguenti al lockdown e alla sua gestione, i pericoli di una comunicazione contraddittoria e fondata sulla paura e la preoccupazione sulle conseguenze di una ripresa non sistemicamente ragionata». La quotidianità, secondo i firmatari della lettera, ha assunto le fattezze di uno scenar…