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Visualizzazione dei post con l'etichetta Ecologia

La finanziarizzazione della natura

Dal blog https://comune-info.net Paolo Cacciari 22 Settembre 2024 L’obbligo di sottoscrivere una polizza contro rischi naturali è da tempo una richiesta delle classi dirigenti globali. La natura, già ridotta a capitale nella contabilità di imprese e stati, diventa sempre di più merce di scambio intermediata dalla finanza. Intanto cresce il mercato “al dettaglio” per assicurarsi i clienti finali e quello “all’ingrosso”, tra le grandi compagnie di assicurazione, gran parte delle quali si divertono da tempo a giocare in borsa tra loro. Abbiamo bisogno di rilanciare una nuova stagione di finanza critica che reinventi i principi e le pratiche del mutualismo, per costruire relazioni solidali e pratiche cooperative fuori mercato in grado di affrontare le fragilità delle nostre vite. La cura e la manutenzione del territorio, scrive Paolo Cacciari, fanno parte di queste attività non lucrative Con la assicurazione obbligatoria dei rischi ambientali il cerc...

L’agricoltura è diventata «una macchina che trasforma petrolio»

06/10/2017 Il cambiamento climatico mette a rischio la biodiversità. L’allarme viene dal rapporto Integrare l’Agrobiodiversità nei sistemi alimentari sostenibili realizzato da Bioversity International . Già il numero degli animali si è dimezzato in poco più di un secolo (gli esperti parlano addirittura di un’imminente estinzione di massa, la sesta), ora pure la varietà genetica delle piante commestibili rischia di omologarsi, impoverendosi di sostanze nutritive fondamentali per la dieta umana. Secondo i dati del rapporto, infatti, il 75% del cibo mondiale è affidato a 12 colture e a cinque specie animali. Delle 5.538 specie vegetali commestibili per l’uomo, solo tre – riso, grano e mais – forniscono più del 50% dell’apporto calorico generale. Paradossalmente, in un momento in cui l’accesso a prodotti diversi non è mai stato così vasto, la dieta globale nel suo complesso sta diventando sempre più omogenea: cala il consumo di legumi, frutta...

“primum movens”

Tutte le teorie economiche classiche fanno discendere lo sviluppo economico da fattori produttivi come il lavoro o il capitale. Marx individuò nei rapporti di produzione tra capitalisti e lavoratori la “sovrastruttura” da cui dipendono la struttura e i comportamenti delle società umane. Ma anche lui si sbagliava, perché il “primum movens” dell’economia è invece la disponibilità di energia, fattore indispensabile a far funzionare il sistema produttivo . Se improvvisamente si esaurissero o non fossero utilizzabili tutte le fonti energetiche attualmente sfruttate è facile immaginare come l’umanità tornerebbe rapidamente a condizioni di vita pre – industriali o primitive. L’economia classica ha risolto il problema togliendo dal novero delle possibilità tale evento, cioè negando il concetto di limite delle risorse e sostituendolo con il principio della continua e incessante creazione di risorse aggiuntive determinato dal quasi metafisico principio dell’equilibrio tra domanda, offerta e pre...

Ecco come multinazionali e governi stanno facendo finta di salvare il pianeta

  Marco Cedolin Da ormai un paio di decenni tutti i grandi poteri, politici, finanziari e industriali, che hanno contribuito alla devastazione del pianeta , fagocitandone le risorse, inquinando l’ambiente e portando la biosfera al limite della catastrofe, si sono resi conto di una realtà incontrovertibile.  Nei decenni futuri sarà impossibile accumulare profitti miliardari paragonabili a quelli del passato, semplicemente replicando l’atteggiamento predatorio attuato finora.  Ragione per cui, per continuare ad arricchirsi, come e più di prima, occorre un approccio completamente differente, che tenga conto del fatto che le risorse non rinnovabili si stanno progressivamente esaurendo e il problema dei cambiamenti climatici si è ormai tradotto in realtà. Quando un problema non può più essere ignorato, né combattuto semplicemente minimizzandolo, non resta che cavalcarlo trasformandolo nella propria battaglia , assicurandosi che la battaglia in questione possa g...

L’ABC del MOSE per vecchi e nuovi fans

Premessa: solo i critici più ingenui del MOSE pensavano che “non avrebbe funzionato” nel senso che non si sarebbe mai riusciti a tirare su le 78 paratoie incernierate nei cassoni di alloggiamento posati sul fondo delle tre bocche di porto, separando mare e laguna per un certo lasso di tempo e, per quel tempo, proteggendo Venezia dall’acqua alta. È quello che avviene in queste ore e che è avvenuto una ventina di volte da quando il MOSE è stato messo in funzione davvero, dopo qualche prova, il 3 ottobre 2020. I critici più avveduti hanno sempre pensato che dopo un trentennio almeno di piani, tentativi, progetti, lavori, dopo una montagna di soldi spesi, al di là della corruttela, dell’arbitrio pieno sulle spese da parte di controllori che controllavano sé stessi e il proprio operato, del pesante condizionamento di politica, economia, cultura, università, della città nel suo insieme, almeno il risultato di tirar su quelle paratoie per un certo tempo – vedremo quanto – sarebbe infine stato...

La dittatura della finanza e il mercato del gas

Il 12 e 13 settembre 2008, nel pieno del crollo finanziario dei subprime negli Usa, due giorni prima del fallimento della Lehmann Brother (15 settembre 2008), a Bologna si svolgeva un convegno organizzato da UniNomade sui mercati finanziari e la crisi dei mercati globali. Gli atti di quel convegno (e molto di più) verranno pubblicati l’anno successivo da Ombre Corte a cura di Andrea Fumagalli e Sandro Mezzadra con il titolo  Crisi dell’economia globale. Mercati finanziari, lotte sociali e nuovi scenari politici [1] . All’interno di quella raccolta di saggi, compariva un testo di Stefano Lucarelli: “Il biopotere della finanza”. All’epoca, tale titolo ci pareva più che mai azzeccato per descrivere il dominio delle oligarchie finanziare nel definire le traiettorie di accumulazione del nuovo capitalismo delle piattaforme, che da lì a poco sarebbe emerso dalle ceneri di quella crisi.  Oggi a quasi 15 anni da quegli eventi, possiamo dire di aver sottovalutato il problem...

Si fa presto a dire fame (per colpa di Putin)

24 Giu , 2022 | Matteo Bortolon | Da svariati decenni la fame è un tema che compare nel novero delle analisi delle dinamiche globali; probabilmente dalla diffusione mondiale del famoso libro del nutrizionista, geografo e uomo politico brasiliano Josué de Castro, La geografia della fame (1946), tradotto dappertutto negli anni Cinquanta. Oggi si ripropone l’ombra di una nuova crisi alimentare, ma stavolta i media globali hanno trovato un facile capro espiatorio. La responsabilità non sarebbe del capitalismo occidentale, del sottosviluppo o di qualche fattore impersonale, ma di Vladimir Putin. Tutta colpa di Mosca? A marzo la FAO ha registrato un eccezionale aumento dei prezzi del 13%; Coldiretti ha denunciato il fatto che tali costi e le politiche di limitazione dell’export di Stati come l’India avrebbero potuto portate a carestie in 53 paesi. Non è uno scenario del tutto nuovo. Circa dieci anni fa gli eventi innescati dalla Grande Recessione del 2007-08 e segnatamente l...

Il Club di Roma aveva ragione sui limiti della crescita. E adesso?

Una conseguenza di aver superato i limiti è che dobbiamo necessariamente “rientrare” su livelli di consumi più bassi: non è una soluzione indolore, ma non è necessariamente una tragedia [27 Giugno 2022] Quest’anno ricorre il cinquantenario della pubblicazione del primo rapporto al Club di Roma, i Limiti alla crescita (noto in Italia come “I limiti dello sviluppo”). Dopo tanti anni di denigrazione, ci si comincia a rendere conto che il rapporto non era affatto una serie di “previsioni sbagliate” come qualcuno continua ostinatamente a sostenere.  Era semplicemente una valutazione di cosa ci potevamo aspettare se il “sistema mondo,” ovvero l’industria, l’agricoltura, e la popolazione umana, avessero continuato a crescere alla ricerca della massimizzazione del profitto. In quel caso, ...

L’economia e l’ultimo giro di giostra

DALL'ARTICOLO "L'ECONOMIA E L'ULTIMO GIRO DI GIOSTRA" DI PAOLO CACCIARI. Paolo Cacciari 09 Novembre 2021 Perfino alla conferenza di Glasgow parlano di apocalisse climatica eppure non cambia nulla. Secondo Paolo Cacciari i motivi principali dell’inerzia e dell’ignavia dei principali governi del mondo sono due: «Da una parte la capacità delle lobby dell’industria dei fossili è ancora fortissima. Dall’altra la classe politica dirigente ha una paura matta di compiere scelte che potrebbero apparire “impopolari”. Preferiscono rischiare le catastrofi piuttosto che chiedere al loro elettorato di ridurre l’uso di aerei e crociere low cost, suv a diesel, il consumo di hamburger, vestiti e scarpe d’importazione, smartphone e altre cianfrusaglie inutili e dannose. Soprattutto non sanno come fare a continuare a “far girare” l’economia senza incrementare il volume e la velocità delle produzioni di merci… Ma è esattamente questa la sfida che i paesi indu...