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Visualizzazione dei post con l'etichetta Enti locali

Comuni e Province , quale ruolo avranno nel prossimo futuro?

  Nel nostro paese ci sono oltre 8000 comuni, ognuno tenuto a stendere il proprio piano regolatore. Ma il dato assume un rilievo diverso se facciamo mente locale al fatto che il 70% di questi comuni ha meno di 5000 abitanti e la metà di questi meno di 1500. Si potrebbe obiettare che i piccoli comuni ospitano meno del 20% degli italiani ma, d’altra parte, la dimensione territoriale che coprono è più del 50% dell’intero territorio nazionale e un piano non si occupa solo di ciò che è costruito e che si deve costruire ma, in un paese tradizionalmente fragile e i cui valori paesistici e ambientali dovrebbero essere tenuti nella massima cura, dovrebbe occuparsi anche del “vuoto”, continuando a progettarlo e a immaginarvi nuove economie per renderlo sicuro, accessibile e abitabile. È inoltre da considerare che la pianificazione in questi piccoli comuni va incontro a necessarie difficoltà dovute a un frequente conflitto di interessi tra amministratori e scelte sul territorio, alla scarsa c...

"DISPERSIONE NELLE SCUOLE"

Alla "luce" della Transizione Energetica, Vale almeno 100 MILIONI DI EURO all'anno Ho trovato 100 Milioni di Euro, buttati dentro le scuole e nessuno li raccoglie, siamo così ricchi che gli "spiccioli" li buttiamo via. Mi spiego, sono li e nessuno li vede e li vuol vedere.... possibile. ? Ho io le visioni ? Sono 40 anni che insegno e da 36 anni mi occupo di tecnologie rinnovabili e tecnologie per il Risparmio Energetico o per meglio dire l'Uso Razionale ed Efficiente dell'Energia. Sto parlando della vergognosa " Dispersione Energetica nelle Scuole"    Con la legge 10/1991 (31 anni fa) entro il 30 Aprile di ogni anno le aziende pubbliche e private hanno OBBLIGO di nominare il Responsabile per l'uso Razionale ed Efficiente dell'Energia, più noto all'Inglese oggi come Energy Manager, ma mai nessuno lo ha visto essendo un "fantasma" e sapendo che le pubbliche amministrazioni sono ad oggi inadempienti all'80%.   Nelle Sc...

Fotovoltaico in micro reti: il caso del comune di Serrenti

Le esperienze di alcune aree rurali dove le Pubbliche Amministrazioni hanno mantenuto strutture interne di gestione e manutenzione dei propri sistemi energetici potrebbero dimostrare una migliore resilienza di fronte a stress economici ed energetici. Un progetto di sviluppo energetico – sia esso una  comunità energetica, smart grid, smart city  – può nascere da un’idea, un gruppo di persone, un’opportunità economica, una ricerca. Oppure può  crescere e progredire  nel tempo come esito della cura, del quotidiano osservare, manutenere, monitorare le singole componenti fino a integrarle in un sistema energetico moderno ed efficiente. Dal blog https://www.qualenergia.it/ 4 Maggio 2020 Daniela Patrucco È questo il caso del  Comune di Serrenti  – 4.725 abitanti nel Medio Campidano,  in Sardegna  – che dal 2010 ha realizzato con il proprio personale interno piccoli ma sistematici  interventi di efficie...

Pubblica Amministrazione, sprechi per 200 miliardi: l’inefficienza ci costa più dell’evasione

Sulle tasche degli italiani gravano più gli sprechi nella Pubblica Amministrazione che l’evasione fiscale. A sostenerlo è l’ufficio studi della Cgia di Mestre , che ha raccolto alcuni dati forniti da istituzioni autorevoli e le ha comparate con le stime del Ministero dell’Economia sull’ammontare del mancato pagamento delle tasse. Risultato: a fronte di una evasione fiscale che raggiunge i 110 miliardi di euro , il costo che cittadini e imprese sopportano a causa di sprechi e sperperi nella PA è di 200 miliardi . Quasi il doppio. Questi dati portano l’associazione degli artigiani veneti a sostenere che nel “rapporto ‘dare-avere’ tra lo Stato e il contribuente italiano, il soggetto maggiormente leso non sia il primo, bensì il secondo”.   Dove si annidano i maggiori sprechi ? La Cgia di Mestre ha stilato la poco onorevole classifica dell’impatto economico che le inefficienze pubbliche hanno sugli italiani. Al primo posto senza troppe sorprese, c’è la burocrazia : bu...

Piccoli comuni da salvare

I Comuni italiani sono 7914. Erano oltre ottomila quand’ero ragazzo. Un quinto dei comuni italiani è in cammino verso il nulla, un sesto della superficie nazionale viene colpita dall’abbandono e lasciata inselvatichire. Nel giro di una sola generazione scompariranno almeno mille-millecinquecento comuni. Il quattro per cento della popolazione migrerà e due sono le destinazioni possibili: o il cimitero oppure i grandi centri urbani. Anche esteri. Ci sono mille piazze sempre più desolate e afflitte, le case vuote, le mura sbrecciate, campanili cadenti. Comunità colpite al cuore che lentamente, e nella più assurda e colpevole distrazione collettiva, si avviano all’eutanasia. Poco alla volta chiudono i battenti i servizi elementari ed essenziali. Naturalmente prima gli ospedali, trasformati in lunghi e penosi comparti di geriatria, poi le scuole, con l’accorpamento delle distinte classi elementari e la sistemazione delle medie in luoghi dista...

Copertura banda larga in Italia

I NOSTRI SERVIZI In più occasioni la mappa è stata modificata e implementata sulla base delle segnalazioni degli utenti rispetto a quanto comunicato dagli operatori. Il crowdsourcing ha perfezionato così la rappresentazione dell’esistente. Vediamo così gli ultimi dati (giugno 2018) sulla copertura banda larga 28 Lug 2018 Mario Morcellini commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e Consigliere alla Comunicazione, Università La Sapienza Le ultime rilevazioni Agcom (giugno 2018, con modalità dettagliate, basate su 360mila sezioni censuarie) dicono che il 5,6 per cento della popolazione circa non ha copertura Adsl (dato che potrebbe dimezzarsi se includiamo la copertura fixed wireless access, di cui però non ci sono mappe ufficiali), a cui si può sommare un 2,37 per cento di persone che è sì coperto ma non arriva a 2 Megabit . La copertura da 30 Megabit in su (Vdsl2-fibra fino agli armadi o fibra nelle cas...

Il nuovo Patto dei Sindaci integrato per il Clima e l’Energia

 E' stato lanciato ufficialmente il 15 ottobre 2015 in occasione della cerimonia congiunta del Covenant of Mayors e Mayors Adapt . A partire dal 1° novembre non è più possibile aderire singolarmente alle due iniziative ma solo alla nuova iniziativa integrata.   Il documento di impegno per i Firmatari, il nuovo modulo di adesione e una serie di Domande & Risposte per vecchi e nuovi Firmatari sono disponibili sul sito web del Patto dei Sindaci. L’iniziativa ha come quadro di riferimento il nuovo contesto della politica europea (vale a dire il Pacchetto 2030 su Clima ed Energia, la Strategia di adattamento dell’UE adottata dagli Stati membri dell’UE e la strategia dell’Unione dell’energia), che prevede la possibilità per l’ulteriore sviluppo del Patto dei Sindaci e il rafforzamento dei legami tra il Patto dei Sindaci e di Mayors Adapt. Il contesto internazionale (compresa la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e le...

Matera, capitale del deserto

Arriva come un sasso nello stagno l’anno di Matera capitale culturale d’Europa . Comincia ufficialmente, con Mattarella e Conte, anche se da mesi e poi nella notte Rai di Capodanno, se ne parla come di un evento-riscatto per il sud a partire dal suo luogo più pittoresco e più arretrato. È bella Matera, suggestiva come una fortezza mistica d’oriente, una località di Cappadocia oppure afghana, o una specie di Betlemme scivolata in Europa. Ha un fascino arcaico, Matera, sembra sospesa in un’età magica e preistorica, come un’età della pietra, lo splendore della miseria, il presepe delle origini; ma suona grottesco definirla capitale culturale europea, perché Matera non ha i tratti di una capitale né di un luogo culturale né di un centro europeo. Ed è scollegata da tutto.   Turismo a parte, è una capitale nel deserto , come una Fortezza Bastiani sospesa nel vuoto in attesa dei Tartari, come nel famoso romanzo di Buzzati. Per deserto non intendo semplicemente i suoi ...

Il danno erariale per raccolta differenziata insufficiente

. Annotazione alla sentenza della Corte dei conti, Sezione Liguria, n. 83/2013 ll danno erariale per raccolta differenziata insufficiente e chiave: responsabilità amministrativa, raccolta differenziata, mancato rispetto dei livelli minimi, omessa vigilanza, danno erariale Riferimenti normativi: Direttive n. 91/156/CEE e n. 99/31/CEE; art. 24 d.lgs. n. 22/1997; art. 205,co. 1, d.lgs. n . 152/2006; art. 1, co. 1108, l. n. 296/2006; artt. 50, 54, 107 TUEL Massima: Sussiste la responsabilità per danno erariale del sindaco, dell’assessore all’ambiente e del responsabile del servizio ambiente, derivante dai maggiori costi sostenuti dal Comune per lo smaltimento dei rifiuti presso le discariche, a causa del mancato raggiungimento dei livelli minimi di raccolta differenziata previsti dalla legge. Un comune ligure aveva affidato il servizio di raccolta rifiuti, tramite contratto di appalto, a una società privata. L’impresa appaltatrice non aveva raggiunto i livelli minimi di raccolta ...

Levanto ha aderito al “Patto dei sindaci per il ben-essere equo e sostenibile”

Con una delibera approvata dalla giunta martedì 13 novembre 2018, il Comune di Levanto ha aderito al “Patto dei sindaci per il ben-essere equo e sostenibile”, un protocollo finalizzato ad aumentare il livello di benessere dei cittadini che supporta un’iniziativa della Commissione Europea 2020-2030 con una proposta fondata sulla ventennale esperienza delle città aderenti a “Cittaslow International”, l’associazione (presente in 18 paesi europei) di cui anche Levanto fa parte. Come espresso nell’articolato documento del “Patto”, l’associazione, infatti, ritiene “necessari ma non sufficienti, per garantire la salute e il ben-essere dei cittadini europei dei prossimi decenni, gli elementi contenuti nel quadro per il clima e l’energia 2030. Occorre pertanto allargare l’ambito di intervento socio-economico adottando un approccio più vasto e multisettoriale, quale quello sperimentato appunto dalle Cittaslow europee”. Il patto dei sindaci sostiene quindi le politiche europee per passare ad...

Dissesto idrogeologico- la mappatura ISPRA 2018

MAPPA NAZIONALE DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO Ispra aggiorna il quadro conoscitivo nazionale su territori, popolazione ed edifici a rischio. Si aggiorna lo scenario del dissesto idrogeologico in Italia: nel 2017 è  a rischio il 91% dei comuni italiani  (88% nel 2015) ed oltre 3 milioni di nuclei familiari risiedono in queste aree ad alta vulnerabilità.  Aumenta la superficie potenzialmente soggetta a frane (+2,9% rispetto al 2015) e quella potenzialmente allagabile nello scenario medio  (+4%) ; tali  incrementi  sono  legati a un miglioramento del quadro conoscitivo  effettuato dalle Autorità di Bacino Distrettuali con studi di maggior dettaglio e mappatura di nuovi fenomeni franosi o di eventi alluvionali recenti.  Complessivamente, il 16,6% del territorio nazionale è mappato nelle classi a maggiore pericolosità per frane e alluvioni (50 mila km 2 ). Quasi il 4% degli edifici italiani (oltre 550 mila) si trova in aree a ...

“Il tuo Sindaco è efficiente (o deficiente)?”

Manuale per cittadini e amministratori Green Italia e l'associazione Possibile presentano un piccolo manuale per offrire ai Comuni un'alternativa verde: rispettosa dell’ambiente ed economicamente redditizia, perché permette di risparmiare sulla spesa corrente senza in alcun modo incidere sui servizi. Quattro percorsi predisposti per ogni realtà. Per i Comuni italiani, soffocati tra l’indisponibilità di risorse finanziarie e i limiti imposti dal patto di stabilità, gli spazi per gli investimenti si riducono e si procede così a tagli alla spesa corrente che spesso hanno ricadute dirette sui servizi offerti ai cittadini. Green Italia e l’associazione Possibile presentano un piccolo manuale, “Il tuo Sindaco è efficiente (o deficiente)?” , per offrire un’alternativa verde: rispettosa dell’ambiente ed economicamente redditizia, perché punta a far risparmiare sulla spesa corrente senza in alcun modo incidere sui servizi. In pratica un’alternativa studiata per ciascuno scenario e...

La burocrazia ha trasformato i cittadini in schiavi

Ogni anno gli alti dirigenti dichiarano di avere raggiunto gli obiettivi, anche se la percezione della loro efficienza è decisamente bassa Nel nostro Paese opera  un esercito ristretto di super-burocrati che detengono un potere immenso nei ministeri, nei comuni, nelle regioni e nella sanità. Una potente armata di 200 mila tra superburocrati e quadri di seconda fila a carico della collettività.  E’ costano tanto, un costo  stratosferico:  da un minimo di 16 miliardi di euro l’anno fino a una stima di  venticinque miliardi di euro. Guadagnano più dei parlamentari e dei ministri. Sono loro che gestiscono l’organizzazione tecnico-amministrativa dei Ministeri, si coprono gli errori uno con l’altro, sono legati a una efficace rete di protezione e rimangono ai posti di comando nonostante i cambi di governo.  guadagnano più dei parlamentari. In testa a tutti nella classifica degli stipendi, il direttore generale e il  ragioniere generale ...

A cosa servono realmente le tasse

In questa lettura, sono sincero, ho riflettuto per la prima volta sul ruolo delle tasse in funzione della moneta. La condivido perchè lo ritengo un collegamento interessante da proporvi.   Lo Stato emette la moneta fiat Lo Stato spende e tassa nella moneta fiat Le persone hanno bisogno della moneta fiat per pagare le tasse La moneta ha valore Le persone offriranno prodotti/servizi per averla La moneta è definitiva nel circuito monetario NON SERVONO a finanziare la spesa pubblica e i servizi perché lo Stato PRIMA SPENDE e POI TASSA (la tassazione è un concetto ex-post); Servono allo Stato a IMPORRE L’USO DI UNA VALUTA priva di valore intrinseco: le tasse possono essere pagate SOLO nella valuta dello Stato. Questo è il concetto secondo cui le “tasse guidano la moneta”.  In inglese è espresso con la locuzione “TAXES DRIVE MONEY”; Servono a promuovere o disincentivare alcuni comportamenti Con l’UEM, i suoi trattati e i suoi vincoli,  lo Stato ha perso ...

Proprietà collettive e usi civici

Il carattere fondamentale di queste situazioni di appartenenza fondiaria collettiva, sta, appunto, in questo dato giuridico, costituito dal titolo dell’appartenenza; cioè che esse non risultano formate per atti negoziali o per volontà di soggetti determinati, ma, per apprensione originaria del suolo da parte di una comunità. L’apprensione, o l’appartenenza originaria dei beni alla comunità, si traduce in conseguenza in un regime dei beni tale da sottrarli alla disponibilità dei singoli e trasmetterli alle generazioni future. Questa specie di proprietà collettiva, pur nelle diverse sue manifestazioni, che si vanno ad analizzare brevemente, nelle quali elementi di diritto pubblico e di diritto privato si riscontrano in diversa misura, si ascrive piuttosto alla sfera pubblicistica, per il dato fondamentale e caratterizzante dell’indisponibilità del diritto d’uso e di godimento della cosa, da parte del singolo partecipante alla comunione (del membro del gruppo) e dell’assenza in ass...