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Contro il riciclaggio

Il riciclaggio fa parte di un insidioso gioco di prestigio che ha riformulato il nostro crescente problema dei rifiuti come non un eccesso di impresa, ma di scelte irresponsabili dei consumatori e stili di vita individuali. All'inizio di questo mese, il New York Times ha pubblicato un video che ha debunking correttamente "The Great Recycling Con".  Secondo il Times, l'industria delle materie plastiche ha venduto a generazioni di consumatori una menzogna sulla quantità di rifiuti che potrebbero essere riciclati al fine di creare la falsa possibilità di un consumo ecologico e privo di sensi di colpa. Il vero "Great Recycling Con" corre molto più in profondità di quanto si pensi su quali prodotti possono e non possono essere riciclati; è una battaglia politica in corso condotta da società produttrici di rifiuti contro il pubblico per eludere la regolamentazione, spostare la responsabilità della distruzione ambientale sui consumatori e protegge...

Il «bazooka» di Draghi nella trappola di Keynes

Politiche monetarie. Dov’è l’errore di Draghi? È la trappola di Keynes: l’acqua è tanta, ma il cavallo di bere non ne vuole sapere. Hai voglia di inondare le banche di soldi, se i salari sono troppo bassi, se la disoccupazione è alta, se le disuguaglianze aumentano, se gli investimenti pubblici languono. È ormai empiricamente provato: politiche monetarie espansive non accompagnate da politiche fiscali dello stesso segno non risolvono i problemi economici innescati da una crisi o dal prolungarsi di un quadro di sostanziale stagnazione Nell’era della moneta fiat (moneta legale, non coperta da riserve auree o di altri beni), creare denaro – dal nulla – non costa niente. Basta la volontà. Così, di fronte ad un’economia europea che ristagna, con l’inflazione ferma al palo (intorno all’1%), Draghi ha pensato bene di impugnare nuovamente il bazooka. Un altro giro di acquisti di titoli di stato per un valore di 20 miliardi al mese senza darsi alcun limite temporale. Per le...

Se si scioglie il permafrost

Tra le drammatiche conseguenze del riscaldamento globale è indispensabile collocare anche lo scioglimento del permafrost , i terreni perennemente ghiacciati che caratterizzano le regioni più settentrionali del nostro pianeta. Un fenomeno ben noto ai climatologi, nei cui modelli si mette in conto che l’innalzamento delle temperature finisca col portare a un graduale scioglimento di quei terreni e al conseguente rilascio di gas serra (CO 2 e metano). Desta però molta più preoccupazione il fatto che stiamo assistendo a un vero e proprio collasso del permafrost , con conseguenze davvero pesanti per il futuro. Effetti pericolosi A sottolineare la pericolosità del fenomeno ci hanno pensato Merritt Turetsky (University of Guelph – Canada) e i suoi collaboratori nell’ analisi pubblicata a fine aprile su Nature . Si tratta di un autentico grido di allarme che mette in guardia sul devastante impatto che il disciogliersi del permafrost potrebbe giocare nella partita de...

1992 BISOGNA COLPIRE SALARI E PENSIONI'

Archivio > la Repubblica.it > 1992 ROMA - Siamo "in emergenza", torna ad avvertire Guido Carli. Bisogna colpire pensioni e salari, ma occorre anche puntare alla "crescita zero" del numero dei dipendenti pubblici. E privatizzare. E sfruttare la "disponibilità a pagare" di una parte degli utenti nei delicatissimi settori della sanità e dell' istruzione. Quindi va riformato l' ordinamento finanziario degli enti locali. E, ancora, vanno revisionate le procedure di bilancio... Insomma, rigore. Che poi vuol dire stringere (subito) la cinghia. Altrimenti l' Italia può abbandonare il sogno europeo perché già oggi la dinamica della spesa pubblica "non é tale da consentire" la convergenza richiesta dagli accordi di Maastricht. Emergenza... E così, mentre la Confindustria lancia la sua maxi-proposta sul costo del lavoro e ancora risuona il monito del governatore Ciampi, anche il Tesoro rilancia, in sintonia con la ...

UN PAESE IN SVENDITA (DI IDE E DI IRI)

Dal 2008 al 2012, 437 aziende italiane sono passate nelle mani di acquirenti esteri. Di queste, almeno 130 erano marchi i mportanti. Nel 2016 le acquisizioni straniere di marchi italiani ammontavano a 74 miliardi di euro contro i 3,6 miliardi di acquisizioni all’estero operate dall’Italia. Cioè 20 volte di più. La Francia da sola ha speso in Italia il triplo di quanto abbia speso, in tutto, l'Italia fuori: oltre 9 miliardi per comprare fette del Made in Italy. Sono le meraviglie degli IDE, gli Investimenti Diretti Esteri. Che poi sarebbero i saldi d'occasione per gli acquirenti stranieri. Il tutto mentre lo Stato, che avrebbe dovuto tutelare le imprese italiane (che in Italia danno lavoro e pagano le tasse), per colpa della peggior classe politica mai vista, regalava i gioielli di famiglia a concorrenti stranieri senza scrupoli. Per capire meglio di cosa stiamo parlando, ecco un elenco*, non esaustivo, dei marchi italiani passati in mano straniera...

Riforma della gestione dei rifiuti urbani

Obiettivo : Riforma della gestione dei rifiuti urbani Segnalo questa proposta ENEA, ... https://www.enea.it/it/seguici/sviluppo-sostenibile/le-proposte/la-riforma-della-gestione-dei-rifiuti-urbani Questa mia relazione è stata presentata come proposta di legge per il parlamento nazionale su Rousseau ottenendone l'approvazione , dopo di che non ho avuto altre notizie. Il costo della raccolta e del riciclo vale per gli italiani 10 miliardi di euro, molto spesso la tassa non viene pagata, mettendo in difficoltà gli enti locali nel mantenere buoni livelli di servizi ai cittadini..... Stato della legislazione http://www.lavoripubblici.net/evoluzione-della-normativa-italiana-in-materia-di-ambiente-e-rifiuti/ Descrizione   Il primo principio dovrebbe essere quello di attribuire i costi di gestione dei rifiuti ai soggetti che immettono sul mercato prodotti potenzialmente generatori di rifiuti. Applicando un adeguato Contributo ambientale a carico dei produttori/importato...

PROPAGANDA, PERCEZIONE E REALTÀ

«Abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità», «Me la ricordo l’Italietta della liretta!», «Siamo un Paese di corrotti e lavatavi», «La Germania è più virtuosa e credibile, è la locomotiva d’Europa», «L’Europa ci ha regalato 70 anni di pace», «L’Italia è un Paese di analfabeti funzionali», «Il debito pubblico è un fardello sulle spalle delle generazioni future», «Lo Stato è come una famiglia», «In Italia usano tutti il contante perché è un Paese di evasori».  E si potrebbe andare avanti a lungo. I luoghi comuni che servono a giustificare le politiche deflattive, di austerità, quelle che aumentano le disuguaglianze, nascono da una propaganda che punta principalmente su una vuota esterofilia e un autorazzismo colpevolizzante. È soprattutto caratterizzata, la propaganda liberale, da una scarsissima aderenza alla realtà. Spesso nulla. Al punto di arrivare addirittura a stravolgerla. Ci hanno fatto talmente tanto il lavaggio del cervell...