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AUTOCERTIFICAZIONE,

da leggere con attenzione L'autocertificazione proposta viola la Legge 445 del 2000 che regolamenta le autocertificazioni, in particolar modo l'art.49 esplicita, al comma 1, che i certificati medici, veterinari, sanitari non possono essere sostituiti da altro documento, quindi non si può autocertificare uno stato di salute. L'ultimo Decreto Legge ci dice che è SCONSIGLIATO uscire di casa, a meno che non ci siano delle comprovate necessità, delle urgenze, dei motivi di lavoro e salute o motivazioni specifiche. L'impianto che è stato messo in piedi e che viene alimentato dai media è anticostituzionale: l'art. 2 della Costituzione dice che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, l'art.10 dice che l'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del Diritto Internazionale, l'art. 13 dice he la libertà personale è inviolabile, l'art. 16 dice che ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi pa...

Declino energetico e cambiamento di modello culturale

Da “ TheOil Crash ”. Traduzione di MR di Antonio Turiel Cari lettori, una delle questioni che sono state trattate in modo frammentario in questi cinque anni di post è la necessità di un cambiamento culturale profondo per fare in modo che la nostra società possa far fronte alla decrescita energetica. La maggior parte delle discussioni che ho sviluppato nel blog hanno avuto a che fare con diversi aspetti del cambio di modello economico e finanziario. Qualche giorno fa abbiamo discusso su queste stesse pagine alcuni aspetti chiave dei cambiamenti necessari nel nostro modello di assegnazione delle risorse, che alla fine è una discussione sulla struttura di fondo che deve avere un modello economico che possa funzionare quando l'energia sia meno abbondante. Gli aspetti che ho analizzato in quel post, e ancora di più le ricette che ho proposto per ottenere strutture che possano resistere ad un processo tanto acuto come la decrescita energetica, non erano meramente economiche: alla fine d...

Politica , come e perche'

Quali sono i mattoni di una politica post crescita? E come possiamo arrivarci da qui? Una parte cruciale della risposta è che ci serve una profonda riformulazione delle domande centrali della politica. In primo luogo, dovremmo parlare di meno di economia come macchina per produrre più beni (molti dei quali risultano essere dei 'mali'). Dovremmo parlare di più dello scopo di un'economia: soddisfare bisogni, creare una società migliore e migliorare la nostra qualità di vita. Una volta fatto questo, vediamo che la crescita continua può essere controproducente, così come impossibile in un sistema finito come il pianeta in cui viviamo.      Il paradosso della felicità   La crescita non funziona. Secondo l'Ufficio Nazionale di Statistica. Il PIL è cresciuto di un fattore di 5 dal 1955, ma non siamo 5 volte più contenti. Infatti, gli economisti David Blanchflower e Andrew Oswald hanno mostrato che in un periodo di prosperità senza precedenti dai primi anni 70 ai tardi anni ...

Quanto costa la corruzione (almeno 237 miliardi/anno)

  di   Dario Immordino La corruzione costa all’economia italiana almeno 237 miliardi l’anno. E la situazione potrebbe aggravarsi a causa di deroghe alle regole standard dovute alla necessità di accelerare procedimenti e acquisti pubblici. Come intervenire per invertire la rotta. Le conseguenze della corruzione La corruzione costa all’economia dei paesi europei oltre 900 miliardi di euro l’anno e a quella italiana almeno 237 miliardi, pari a circa il 13 per cento del Pil, secondo una recente ricerca internazionale (del centro Rand). È una zavorra che rischia di vanificare l’effetto delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Al di là della stima precisa dei danni al sistema economico, sembra molto concreto il rischio che il dilagare della corruzione possa erodere la capacità di spesa delle risorse del Piano e rendere i quadri economico-finanziari non più sostenibili, facendo lievitare il prezzo di appalti, servizi e prestazioni, e dilatare la durata delle procedu...

Il debito che strangola il paese ..

 Alla fine del 2012 la somma dei debiti di famiglie, imprese, istituzioni finanziarie e Stato ha raggiunto il 400% del prodotto lordo.  Da quando l'Italia fu ammessa nell'euro nel 1998 all'inizio di quest'anno, il debito privato in Italia è salito di oltre il 130% del Pil.  A dicembre 2012 gli oneri finanziari totali nel Paese (pubblici e privati) erano arrivati al 400,95% del Pil, mentre all'inizio del '98 era al 264%.  È su questa cifra che banche, imprese, Stato e famiglie devono pagare un interesse reale che sale in proporzione a quanto scende il Pil. Certo alcuni Paesi, la Spagna, la Grecia, il Portogallo, o anche l'Olanda, sono arrivati anche oltre. Ma l'Italia non era mai giunta a questo punto nella sua storia unitaria. Gli oneri finanziari che gravano su quest'economia in contrazione da due anni sono di circa 6.000 miliardi: l'equivalente di circa 100 mila euro per abitante, neonati, ultra-centenari e immigrati inclusi” Abbiamo complessiv...

LA MIA ANIMA HA FRETTA

Ho contato i miei anni e ho scoperto che ho meno tempo per vivere da qui in poi rispetto a quello che ho vissuto fino ad ora.   Mi sento come quel bambino che ha vinto un pacchetto di dolci: i primi li ha mangiati con piacere, ma quando ha compreso che ne erano rimasti pochi ha cominciato a gustarli intensamente.   Non ho più tempo per riunioni interminabili dove vengono discussi statuti, regole, procedure e regolamenti interni, sapendo che nulla sarà raggiunto.   Non ho più tempo per sostenere le persone assurde che, nonostante la loro età cronologica, non sono cresciute.   Il mio tempo è troppo breve: voglio l’essenza, la mia anima ha fretta. Non ho più molti dolci nel pacchetto.   Voglio vivere accanto a persone umane, molto umane, che sappiano ridere dei propri errori e che non siano gonfiate dai propri trionfi e che si assumano le proprie responsabilità.    Così si difende la dignità umana e si va verso la verità e l' onestà.   È l’essenzial...