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Cronaca di una crisi annunciata

Pur essendo il primo partito della coalizione uscita vincente dalle elezioni politiche del 4 marzo 2018, la Lega non ha ricevuto l'incarico di tentare di formare un Governo. Questo diniego, indipendentemente dalle sue motivazioni e dal loro fondamento, ha dato luogo alla crisi più lunga nella storia della Repubblica : 88 giorni. Durante tutta questa crisi la Lega ha mantenuto un profilo costruttivo e leale, rinunciando a propri candidati alla presidenza delle Camere e attendendo un via libera dagli alleati di coalizione prima di intavolare discussioni con il M5S, uscito come maggiore singolo partito dalle elezioni. Queste discussioni hanno riguardato contenuti programmatici, non nomi, e sono durate quasi un mese , approdando a un documento formale, il Contratto per il Governo del cambiamento , sottoposto all' approvazione delle rispettive basi elettorali .  È stato accettato un Presidente del Consiglio, presentatosi come " avvocato difensore del...

COS’E’ L’ENERGIA GRIGIA?

In inglese viene definita embodied energy , “energia incorporata”, e indica l’ energia “contenuta” in un prodotto o in un edificio , ovvero quella impiegata nel suo intero ciclo di vita ( life cycle ) dalla realizzazione (estrazione delle materie prime, trattamento delle stesse per dare vita al prodotto finale) utilizzo (trasporto sul luogo dove il prodotto verrà trattato o installato, installazione, manutenzione) e smaltimento (demolizione, dismissione, riciclo). In genere viene calcolata attraverso studi di tipo Life Cycle Assessment , che permettono di stimare tutta l’energia associata al ciclo di vita di un prodotto. Conoscere l’energia grigia è basilare per poter progettare sistemi di produzione energeticamente efficienti e/o nuovi ed efficaci dispositivi di risparmio energetico.

Il pianeta annega in un debito di 246 mila miliardi, il 320% del Pil globale

“Se pensi che a nessuno interessi se sei vivo, prova a saltare il pagamento di un paio di rate dell’auto”. Nella sua infinita saggezza, spesso ulteriormente dilatata dall’alcool, John Belushi esemplificava così una delle questioni più antiche e annose non solo dell’economia ma della vita: il contrarre un debito. E se quel semplice essere in ritardo con un paio di scadenze sulla macchina è in sé spiacevole cartina di tornasole dell’essere in vita di qualcuno, preso nella sua interezza debitoria possiamo allora dire che il mondo non solo è vegeto ma scoppia letteralmente di salute. E’ infatti appena uscito l’aggiornamento del Global Debt Monitor dell’Iif e il responso è, per l’ennesima volta dal 2008 in poi, la rottura di un nuovo record in negativo:  il pianeta sta letteralmente annegando nei debiti. Di ogni genere: sovrani, corporate, privati, finanziari e non finanziari. Non si salva nessuno. Nel primo trimestre di quest’anno, infatti, il debito privato totale è pari al 59,...

Bilanci Settoriali, deficit e risparmio privato

Ogni Stato ha tre grandi MACROSETTORI economici. Tre. Non di più, non di meno. Questi tre macrosettori sono: -Il settore GOVERNATIVO (o pubblico). -Il settore NON GOVERNATIVO (o privato, cioè cittadini, aziende e settore bancario). -Il settore ESTERO (cioè i rapporti che il Paese ha con il resto del mondo. Come è naturale, ognuno di questi settori ha dei flussi, degli spostamenti di denaro in entrata e in uscita, e tutti e tre i settori sono in contatto tra loro. -I flussi in entrata e in uscita nel settore GOVERNATIVO sono, ovviamente, le TASSE e la SPESA. Lo stato spende, e quindi fa entrare liquidità nell’economia, e poi tassa, riprendendosi una parte di quella liquidità per evitare un aumento dell’inflazione. -Nel settore NON GOVERNATIVO sono i RISPARMI e gli INVESTIMENTI. -Nel settore ESTERO sono le ESPORTAZIONI e le IMPORTAZIONI. Ogni Stato ha questi tre settori che vanno avanti continuamente con i loro flussi. Tutto chiaro fino a qui? Perfetto. Ora, esiste u...

Marx e il capitale come rapporto sociale

Ogni qual volta il capitalismo entra in crisi - e ciò si verifica sempre più frequentemente, fino a diventare uno stato permanente - Carlo Marx, dato per morto e sepolto, regolarmente ricompare e oggi il suo spettro aleggia di nuovo in Europa e nel mondo. Al punto tale che Time , settimanale americano con svariati milioni di lettori, è arrivato a scrivere che «Marx aveva ragione»  E l’ Economist , caposcuola britannico del pensiero liberale, ha affermato di recente che «la principale ragione per cui Marx continua a suscitare interesse è che le sue idee sono più pertinenti oggi di quanto non lo siano state negli ultimi decenni». Tuttavia, una reticenza permane proprio sulla questione di fondo, ossia sulla natura del capitale. Giacché, scoprendo l’arcano del capitale, vengono in chiaro le ragioni delle sue crisi e le condizioni del suo superamento. Due aspetti inscindibili che hanno fatto di Marx uno dei pensatori più potenti e al tempo stesso un rivoluzionario instancab...

Ogni anno buttiamo decine di miliardi di euro per non avere una Banca pubblica. E non ce lo chiede l'Europa...

La domanda è secca: quali mezzi ha a disposizione, in base alle disposizioni dei trattati europei, uno stato membro dell’UE per intervenire nella sua economia e realizzare politiche anticicliche? Non molti, se prendiamo in considerazione il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, uno stato membro è sottoposto a severi limiti di deficit sia per ciò che attiene il rapporto debito/PIL fissato alla soglia massima del 60%, sia per il rapporto deficit/PIL che non può sforare il limite del 3%. Quest’ultimo parametro potrebbe essere superato, come fatto più volte in passato da Germania e Francia, ricorrendo ad un’interpretazione favorevole agli stati membri, che si basa sull’art.126 del TFUE che ammette l’ipotesi di superamento, seppur parziale e temporaneo. Quindi se ne deduce, che esisterebbe un margine per superare il parametro del 3%, ma l’Italia non invoca a suo favore la disposizione presente nel Trattato, viceversa continua a prodigarsi in tagli alla spesa pubblica e in ...

DE BENEDETTI E ROMANO PRODI, OVVERO: COME FARE UNA MONTAGNA DI SOLDI A SPESE DELLO STATO

La complicità tra Romano Prodi e Carlo De Benedetti inizia nel luglio 1982, quando Prodi viene nominato presidente dell'IRI, il più grande ente economico dello Stato, in casa del suo storico compare Carlo De Benedetti (proprietario del gruppo Repubblica ed Espresso e di altre 30 riviste/quotidiani/ settimanali/mensili in tutta Italia), nel caso di Repubblica addirittura De Benedetti ne è l'unico editorialista, quindi gli articoli se li scrive persino lui stesso (pensa un pò che obiettività)!   L'attività di Prodi dal 1982 al 2007 è stata concentrata principalmente in un solo unico compito: Svendere (o regalare) tutti gli enti pubblici dello Stato al suo alleato Carlo De Benedetti a un prezzo irrisorio con bandi truccati. De Benedetti, dal canto suo, si è poi puntualmente affrettato a rivendere immediatamente tali società al loro reale valore di mercato (di solito 20 volte il loro prezzo d'acquisto) a gruppi stranieri (o addirittura allo Stato stesso, c...