Come la Banca d’Italia documenta nelle sue informazioni statistiche sul debito pubblico , le monete metalliche , che pure hanno corso legale, sono considerate passività dello Stato che le emette e sono conteggiate ai fini del debito. Analogamente, le banconote emesse dalla banca centrale e, per estensione, le riserve dalla stessa create – che peraltro rappresentano la gran parte della base monetaria di ogni economia contemporanea – costituiscono passività della banca centrale che le emette e sono contabilizzate come debito di quest’ultima nei confronti dei possessori. Tuttavia, alla luce di una corretta applicazione dei principi di contabilità generale, la configurazione formale della moneta legale come “debito”, ancorché fondata su un indubbio “principio di legalità” (in prima battuta la moneta emessa è debito “perché così dice la legge”), lascia non poco perplessi. Il debito comporta un rapporto obbligatorio tra le parti e, sebbene il nostro codice civile non...