I ginnasiali nel 1976 conoscevano 1600 parole; nel 1996 solo 600 e oggi 200 La perdita del linguaggio è una perdita del pensiero Attraverso le parole è infatti possibile capire più a fondo la realtà che ci circonda in quanto sono l’architrave delle relazioni sociali che abbiamo e delle interazioni di cui necessitiamo per crescere. Le parole esatte danno forma al pensiero, trasmettono significati e aiutano a cooperare; grazie al loro enorme potere etico mettono in risalto i comportamenti umani e non sono mai neutre o inermi, piuttosto generano il dialogo e incentivano il confronto fra persone in un divenire continuo. Di contro, l’impoverimento lessicale, qualitativo, ma anche quantitativo, significa meno opportunità di imbastire ragionamenti adeguati e, soprattutto , meno predisposizione ad un pensiero critico adeguato ai diversi contesti comunicativi. ...lo notava Christophe Clavé in un fortunato articolo del 2019 di cui posto uno stralcio: "Molti studi dimostrano in...
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