Non sempre al lavoro le persone intelligenti vengono incoraggiate a pensare. Un nuovo libro spiega perché certe organizzazioni accettano (e sponsorizzano) alcuni atteggiamenti idioti dei propri dipendenti Chi lavora lo sa o comunque gli conviene impararlo in fretta: meditare a fondo sui problemi e porre domande scomode è sconsigliato. Non paga mai. Anzi. Parte da qui The Stupidity Paradox il nuovo libro di André Spicer , professore di Comportamento organizzativo alla Cass Business School , e di Mats Alvesson , professore di Amministrazione aziendale all' Università di Lund , che esplorano, appunto, quello che loro chiama "il paradosso della stupidità", spiegando come una dose di idiozia sia in qualche modo funzionale in azienda. Certe organizzazioni accettano atteggiamenti assurdi che spaziano dal culto della leadership fino all'eccessivo affidamento su marchio e immagine. Stando alla tesi degli autori un dose di stupidità può essere utile e produrre b...
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