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Moneta pubblica

COME FUNZIONEREBBE LA CIRCOLAZIONE MONETARIA CON UNA MONETA PUBBLICA DI STATO CHE SI SOVRAPPONE ALL’EURO E LA FISCALITA’ A SCAMBIO CHE SOSTITUISCE QUELLA A FONDO PERDUTO, E SOPRATTUTTO SENZA DEBITO PUBBLICO ?
E’ molto semplice, in un sistema del genere è lo Stato che crea la Moneta, non ha bisogno di chiedere denaro a prestito a soggetti privati emettendo titoli di Stato, con il Tesoro, e la utilizza per pagare la spesa pubblica. 
Pagando la spesa pubblica accredita la moneta, immette in circolazione il denaro necessario.

Il denaro in circolazione deve essere in quantità più o meno quello del valore della ricchezza reale scambiata, beni e servizi, se si crea troppo denaro, molto superiore al valore dello scambio di ricchezza reale, si crea inflazione, cioè, i beni e servizi aumentano di prezzo, e si crea svalutazione, il denaro perde il suo valore, perche ricchezza reale e denaro in circolazione tendono sempre a raggiungere lo stesso livello di valore, quindi stampare denaro eccessivamente non serve a nulla.

Se il denaro in circolazione è troppo poco, cioè inferiore alla ricchezza reale scambiata, perche se ne crea troppo poco o se ne ritira troppo, in maniera esagerata con la tassazione, si va in deflazione, cioè, diminuiscono i prezzi e il denaro aumenta di valore, e in recessione, cioè l’economia si schiaccia, si comprime, diminuisce la domanda interna, diminuiscono i consumi, la produzione, la disoccupazione aumenta, e sempre meno cittadini potranno produrre, consumare e pagare le tasse su reddito e consumi.

Oggi, abbiamo una tassazione complessiva per i cittadini al 88%, per le imprese al 64,8%, per gli imprenditori al 93%, tutto questo denaro viene ritirato dalla tassazione, cittadini ed imprese sono costretti a chiedere prestiti in Banca, che presta 100 e ritira 150 con gli interessi, quindi ritira più denaro di quello che presta, che comunque va restituito, non rimane in circolazione, pagando con gli strumenti elletronici ad ogni transazione di denaro si pagano le commissioni alla banche, anche questo ritira denaro dalla circolazione, lo Stato che non può o non vuole emettere moneta propria, è costretto ad emettere titoli di stato e venderli, per farsi prestare il denaro necesario da soggetti privati, dovendolo restituire o mettere a debito pubblico sul quae debito paga 70 MLD di interessi ogni anno. 

Viene ritirato dalla circolazione un sacco di denaro, se non fosse per il denaro che arriva dall’export, essendo noi un paese di trasformatori, di esportatori saremmo già in bancarotta. Ma il denaro in circolazione continua a diminuire, aggredendo i risarmi dei cittadini, delle imprese, e le proprietà dello stato, che i politici svendono a chi ci presta il nostro denaro, al 30% del valore per fare cassa, questo è il miglior modo per fallire, per andare in default.

Una volta che il denaro raggiunge la quantità giusta, una volta che l’occupazione è quasi piena, una volta che l’economia ha raggiunto un buon livello, se lo stato continua a stampare denaro ed immetterlo in circolazione, il denaro si accumula, diventa troppo, quindi per garantire sempre il giusto equilibrio tra denaro e ricchezza reale scambiata, lo Stato deve ritirare dalla circolazione una quota parte di denaro, che ad occupazione ed economia piena, in pratica è uguale alla quantità di denaro della spesa pubblica.

Lo Stato ha due modi per ritirare il denaro, con le tasse ed imposte a fondo perduto, cioè si pagano le tasse imposte dallo stato, qualunque siano, senza fiatare, senza sapere bene poi dove i nostri soldi andranno spesi. 

In questo modo i politici possono tassare la qualunque cosa in una quantità percentuale qualsiasi, senza che i cittadini si rendano bene conto, oppure con la tassazione a scambio, dove lo stato con le sue attività, incamera utili, e non ha più bisogno di tassare i cittadini con un sistema senza scambio. 

Le attività sono i servizi pubblici, luce, gas, telefono, web, acqua, rifiuti, poste, trasporti, autostrade, che oggi fanno utili per 150 MLD anno, che vanno a privati, faccendieri, politici, mafie; le aziende strategiche una volta dello stato che fanno utili per 50 MLD di euro l’anno, il 3° settore, che fa ingrassare le associazioni, fondazioni, cooperative, onlus, ong, che fanno affari sulla solidarietà creata dall’assenza dello stato e parzialmente alcune imprese monopoliste ad alta automazione industriale, altri 50 MLD di utili l’anno. 

A queste attività si aggiunge l’Inps, che è l’unico contributo dove i versamenti vengono conteggiati, registrati per poi erogare la pensione contributiva (scambio), che dopo la riorma, separazione assistenza/previdenza contributiva, dopo il ricalcolo di tutte le pensioni retributive, d’oro, vitalizi, baby, al contributivo, il contributo passa dal 33% attuale al 20%, che ad occupazione piena conta 300 MLD di gettito l’anno. 
Ora tra le attività di Stato 250 MLD e il gettito Inps 300 MLD, abbiamo la nostra spesa pubblica di base esentasse, 550 MLD, che crescerà, col crescere dell’economia, dell’occupazione, dovuta al taglio drastico e la conversione delle imposte, da fondo perduto a scambio, che raggiunge il 28% complessivo rispetto all’attuale 88%, che è aberrante, non più accettabile e insostenibile.

Senza statalizzazioni, cioè mantenendo le privatizzazioni, la pressione minima fiscale raggiungibile invece è del 42%, che comunque è meno della metà di quella attuale, dove gli sprechi sono circa 370 MLD, e dove le tasse di giro dello Stato che paga sulle fatture dei fornitori e sui salari dei dipendenti pubblici sono 388 MLD di Eu l’anno, che andrebbero a circa 192 MLD se la pressione fiscale generale fosse al 42%, meno della metà, che abbasserebbe il costo fiscale della spesa pubblica.

Con la tassazione a scambio, i politici non potranno più tassare la qualunque a qualsiasi percentuale, rubarsi i soldi e fare gli interessi di Banche, finanza e mutlinazionali, ma la raccolta di denaro sarà legata ai servizi erogati dallo stato ai cittadini, alle attività dello stato, che avranno garanzia di stabilità, difficilmente raddoppiabili o triplicabili in poco tempo, nel 1941 le tasse complessive erano al 3,6% oggi al 88%.

Oltre a questo, le conseguenze di una drastica riduzione delle tasse sono che i salari sarebbero l’80% del lordo piuttosto che il 49%, Irpef 0%, Inps 20%, e la tassazione sui consumi oggi al 71%, Indirette 64,8%, iva al 22%, sarebbero al 10%, indirette 10%, iva 0%. 

Significa 5 volte il potere d’acquisto e il tenore di vita per tutti, inoltre, con la nuova fiscalità, che produce economia e più gettito, si potrebbe pagare una Pensione di Base Fiscale di 1.000 Eu mese a tutti i pensionati, che va a coprire l’assistenza, e il ricalcolo delle pensioni Inps dal retributivo al contributivo, dopo la riforma, e un Reddito di disoccupazione di 500 Eu mese per tutti i disoccupati, che dopo la riforma del fisco, 5 milioni ricollocati al lavoro, dell’Inps, 3 milioni di over 60 in pensione, della Scuola, 2,5 milioni di giovani a scuola fino a 18 anni, riforma Esercito e Protezione Civile, ripristino della Leva militare e civile, 500 mila giovani occupati ogni anno, si ridurrebbero ad 1 milione, fisiologici, a rotazione, con un investmento cmplessivo di solo 6 MLD di eu anno, per il Reddito di disoccuèazione per il 100% dei senza lavoro.

Marco Cristofoli Moneta Pubblica

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